Sagomatura body e manico basso elettrico: sega a nastro, dime e fresa

Se hai letto i primi due episodi di questa serie sai già che il body è un laminato da 33 strati tra ciliegio, mogano e acero fiammato, e che il manico combina ramino, padouk e due barre in fibra di carbonio per reggere gli 85 kg di tensione costante delle corde. Adesso arriva la parte che non si vede nelle spiegazioni tecniche ma che si sente, letteralmente, in laboratorio: trasformare quei blocchi incollati in qualcosa che assomiglia a uno strumento.

In questo episodio racconto la sagomatura, ovvero il momento in cui sega a nastro e fresa con dima entrano in gioco. È anche il momento in cui ho capito che la liuteria sa essere molto più “pratica” e molto più pericolosa di quanto pensassi.

Il taglio grossolano: la sega a nastro come primo schizzo

Prima di toccare la fresa, bisogna eliminare tutto il materiale in eccesso. Per farlo si usa la sega a nastro, che in questa fase non deve essere precisa: deve solo essere veloce. Il compito è portare il pezzo a pochi millimetri dalla sagoma definitiva, lasciando un margine che la fresa rifinirà dopo.

Sul manico il taglio segue la forma della paletta e dei lati. Sul body segue il perimetro classico del Precision Bass, con le due curve morbide e il taglio per il punto di giunzione col manico.

È un momento quasi liberatorio: vedi per la prima volta la silhouette dello strumento emergere dal blocco. Ma è anche il momento in cui devi tenere la testa fredda, perché una sega a nastro non perdona distrazioni.

Manico laminato a strisce di ramino e padouk posizionato sulla sega a nastro prima del taglio di sagomatura

Le dime in policarbonato: copiare la forma con precisione millimetrica

Dopo il taglio grossolano entra in gioco la dima. Nel mio caso si tratta di sagome di policarbonato: un materiale rigido, trasparente, facile da lavorare e abbastanza robusto da resistere all’attrito della fresa senza deformarsi. Queste dime mi sono state gentilmente fornite dal mio caro amico Alessandro Ranzi (https://www.innartonline.com) abile artigiano che stimo molto.

La dima è semplicemente la sagoma definitiva dello strumento, realizzata con la massima precisione possibile. Si fissa sul pezzo di legno e diventa la guida che la fresa seguirà per rifinire i bordi.

La fresa che ho usato è dotata di un cuscinetto a sfera nella parte superiore: il cuscinetto rotola lungo il bordo della dima mentre i coltelli della fresa tagliano il legno sottostante, copiando la forma in modo fedele. Stesso principio per il neck pocket, la tasca in cui si inserisce il manico, dove la precisione deve essere assoluta: troppo larga e il manico balla, troppo stretta e non entra.

Il momento più pericoloso: quando la venatura ti lavora contro

Qui devo essere onesto, perché è la parte che nessun tutorial video rende davvero bene.

La fresatura con dima sembra un’operazione pulita e controllata. In realtà è una delle operazioni più insidiose dell’intera costruzione. Il motivo è semplice: la fresa ruota ad alta velocità e i coltelli tagliano il legno in una direzione specifica. Se la venatura del legno va nella direzione sbagliata rispetto al senso di avanzamento della fresa, i coltelli invece di tagliare le fibre tendono a strapparle e in quel momento il pezzo può essere letteralmente strappato via dalle mani.

Non è un rischio teorico. Mentre lavoravo il manico ho sentito esattamente quella sensazione: la fresa che cambia carattere, la vibrazione che sale, il pezzo che inizia a “tirare”. In quei secondi la distanza tra le mani e i coltelli è di pochi centimetri.

La regola che ho imparato è questa: devi leggere la venatura prima di iniziare e pianificare in quale direzione avanzare. Se la venatura cambia direzione nel mezzo del pezzo, cosa che nei laminati può succedere perché ogni strato ha la propria orientazione, devi fermarti, ragionare e ripartire dal lato giusto.

Passate leggere, velocità costante, mai forzare. E le mani sempre lontane dai coltelli.

Dettaglio della giunzione tra manico e body del Precision Bass laminato: il neck pocket fresato con dima mostra la precisione millimetrica del taglio

Il risultato: due pezzi che iniziano a parlarsi

Dopo la fresatura il manico e il body hanno finalmente la loro forma definitiva. Vederli insieme sul banco per la prima volta è uno di quei momenti che vale tutto il lavoro, e tutta la tensione, delle ore precedenti.

Il neck pocket si è rivelato preciso: il manico entra senza gioco ma senza sforzo, esattamente come deve essere. I bordi del body sono puliti, le curve sono quelle del Precision classico ma con quella texture a strisce che lo rende immediatamente diverso da qualsiasi strumento di serie.

Body e manico del Precision Bass laminato a strisce di ciliegio mogano e acero assemblati per la prima volta in officina, vista frontale completa

Nei prossimi episodi arriveranno gli scassi per pickup ed elettronica — ma quelli li farò solo quando avrò i componenti in mano, perché ogni cavità deve essere ritagliata su misura su quello che ci deve entrare dentro. Per ora il Precision Bass esiste. Ha una forma. E sembra già uno strumento.

Vista dall'alto del body del Precision Bass laminato artigianale posato sul banco di lavoro con utensili, fronte con texture a strisce di legni misti

Un pensiero finale

C’è una frase che continuo a sentire in laboratorio e che all’inizio non capivo davvero: “il legno ha una sua volontà”. Dopo questa fase di fresatura ho smesso di prenderla come una metafora romantica. È una descrizione tecnica precisa. La venatura non è decorativa: è struttura, è direzione, è forza. Ignorarla ha conseguenze concrete.

Impararlo sulla propria pelle, con le mani che stringono un pezzo di manico mentre la fresa cerca di portartelo via, è un’esperienza che nessun manuale può darti davvero.


Hai già letto gli episodi precedenti?
→ Oltre il massello: perché ho costruito un body da 30 strati
→ Come gestire 85 kg di tensione costante: il manico laminato

2 commenti su “Sagomatura body e manico basso elettrico: sega a nastro, dime e fresa”

  1. Alessandro Ranzi

    Descrizione incredibile, un insieme di tecnica, precisone, passione e rispetto per la materia prima.

    Ottimo lavoro !!!

    1. “Rispetto per la materia prima” detto da un abile artigiano che lavora continuamente questo materiale vale doppio perché sai benissimo di cosa si parla. Ogni pezzo ha la sua storia ancora prima di passare sotto la gli attrezzi, e cerco sempre di tenerlo a mente.
      E sei anche il primo commento in assoluto sul blog, quindi sei ufficialmente nella storia di Suono Grezzo 😄🪵

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto