
Nota per il blog: questo articolo è il primo di una serie dedicata alla scelta dei legni per strumenti elettrici. Le chitarre e i bassi acustici seguono criteri completamente diversi: vibrazioni aeree, tavola armonica, risonanza della cassa. Saranno argomento di una programmazione separata.
Se stai pensando di costruire la tua prima chitarra elettrica o il tuo primo basso elettrico, i legni per chitarra elettrica sono tra le prime scelte da affrontare.
Non esiste una risposta unica. Ogni legno ha un carattere sonoro, un peso, una lavorabilità e un costo diversi. In questo articolo ti guido attraverso i principali legni usati nella liuteria elettrica, con un occhio sia alle chitarre che ai bassi — perché le differenze ci sono, e vale la pena conoscerle.
Perché il legno del corpo influenza il suono di uno strumento elettrico?
È una domanda che divide ancora oggi liutai e chitarristi. La risposta onesta è: sì, il legno incide sul suono, ma non è l’unico fattore e probabilmente non è nemmeno il più determinante.
In uno strumento elettrico, il suono viene captato dai pick-up (trasduttori) — che captano le vibrazioni delle corde e le trasformano elettrico. Ma quelle corde vibrano su un corpo fisico, e quel corpo assorbe, riflette e amplifica certe frequenze più di altre. Il risultato è una colorazione timbrica che, sommata al contributo dell’elettronica, del manico e della tastiera, definisce il carattere finale dello strumento.
In parole semplici: il legno non fa tutto, ma contribuisce. E quando costruisci uno strumento da zero, ogni scelta conta.
Cosa valutare prima di scegliere il legno
Prima di entrare nelle caratteristiche dei singoli legni, vale la pena stabilire quali variabili contano davvero nella scelta:
Peso e densità. Un corpo pesante tende ad avere più sustain e un suono più “solido”, ma può affaticare dopo ore di suono. I bassi, per le loro dimensioni, sono particolarmente sensibili a questo aspetto, ma non dimentichiamoci delle vecchie Les Paul senza camere tonali!
Lavorabilità. Alcuni legni si fresano e si carteggiano facilmente, altri richiedono più attenzione. Per chi è alle prime armi, la lavorabilità è un fattore pratico da non sottovalutare.
Risposta alle finiture. Certi legni assorbono molto il primer, altri sigillano bene con pochi strati. Influisce sui tempi e sui costi di verniciatura.
Costo e reperibilità. Non tutti i legni si trovano con la stessa facilità, in special modo le essenze esotiche. I prezzi variano molto.
I principali legni per il corpo (Solid Body o Corpo in Massello)
Ontano — Alder
L’ontano è probabilmente il legno più usato nella liuteria elettrica moderna. Fender lo adotta da decenni per le sue Stratocaster e Precision Bass, e non è un caso.
È un legno a media densità, relativamente leggero, con una grana fine e omogenea. A livello sonoro è considerato equilibrato: risponde abbastanza bene su tutto lo spettro di frequenze senza esaltare in modo eccessivo né i bassi né gli alti. Per questo motivo è spesso descritto come “trasparente”, lascia parlare pick-up ed elettronica senza aggiungere troppo colore caratteristico.
Dal punto di vista costruttivo è uno dei legni più facili da lavorare: si fresa bene, tiene le filettature delle viti, risponde in modo prevedibile alle finiture. Per chi inizia, è un’ottima scelta sia per le chitarre che per i bassi.
Adatto a: chitarre versatili, Precision Bass, Jazz Bass, strumenti con pickup single coil.
fonte: Fender.com
Frassino — Ash
Il frassino è storicamente associato alla Telecaster, ma ha una presenza importante anche nel mondo dei bassi. Esistono due varianti principali:
Il frassino standard è un legno duro, denso e pesante. Il suono è brillante, con un attacco percussivo e un sustain pronunciato. Il peso può essere un problema su corpi in massello, è comune usarlo in combinazione con altri legni o optare per forme più leggere.
Il frassino di palude (swamp ash) è la versione più leggera e porosa, ricavata dalla parte bassa del tronco di frassino che cresce in zone umide. Ha un peso molto più gestibile, una grana aperta e un suono caldo ma con presenze alte vivaci, un bilanciamento che molti liutai e chitarristi trovano ideale. È il legno protagonista di molte Telecaster e Stratocaster vintage degli anni ’50.
Per i bassi, il frassino di palude è molto apprezzato per la sua capacità di restituire un basso corposo senza appesantire lo strumento.
Adatto a: Telecaster, Stratocaster vintage, Jazz Bass, bassi con suono aperto e articolato.
Mogano — Mahogany
Il mogano è il legno delle Gibson — Les Paul, SG, Explorer. Se l’ontano è “neutro”, il mogano è “caldo”. Ha un peso specifico elevato, una grana larga e produce un suono ricco di medi, con un sustain lungo e una risposta che tende ad ammorbidire gli alti più taglienti.
Per i bassi, il mogano dà un suono profondo e avvolgente, meno articolato del frassino ma più “rotondo”. È una scelta comune per chi punta a un suono vintage/jazz.
Costruttivamente è lavorabile ma richiede attenzione: è soggetto a tearout (strappo della vena) durante la fresatura se non si lavora nella direzione corretta. Risponde bene alle finiture a olio e alle verniciature opache.
Adatto a: chitarre humbucker, strumenti con suono caldo e rotondo, bassi Jazz o Vintage.
Tiglio — Basswood
Il tiglio è un legno leggero, morbido e a grana fine. Ibanez lo usa da anni per le sue chitarre RG e S Series non per caso, visto che chi suona Metal spesso preferisce strumenti leggeri e con un suono che non compete con la distorsione.
A livello sonoro è un legno dai medi pronunciati, con alti e bassi meno presenti. Alcuni lo descrivono come “piatto”, ma questa caratteristica può essere un vantaggio con certi tipi di pick-up (soprattutto attivi) e di generi musicali.
Per i costruttori è facile da lavorare ma va trattato con cura: è morbido e si ammacca facilmente. Non è la scelta ideale se vuoi una finitura naturale, perché la grana non è particolarmente bella e caratteristica, ma risponde bene alle finiture opache e ai colori a tinta unita.
Per i bassi è meno comune, ma non inusuale in strumenti entry-level o in costruzioni che puntano al peso minimo.
Adatto a: chitarre rock e metal, strumenti con humbucker, costruzioni leggere.
Pioppo — Poplar
Il pioppo è spesso considerato il “cugino economico” del tiglio, ma merita una menzione separata. Fender lo usa su alcune produzioni Squier e su diversi modelli di fascia media.
Ha un peso simile al tiglio, una grana leggermente più aperta e un suono un po’ più equilibrato. Non è entusiasmante da guardare, di solito viene nascosto sotto colori a tinta unita ma è facile da lavorare e ha un costo accessibile.
Per un primo progetto, il pioppo è una scelta da tenere in considerazione: economico, stabile e facilmente lavorabile.
Adatto a: primi progetti, costruzioni economiche, strumenti con finitura a tinta unita.
Chitarra vs basso: cambia qualcosa nella scelta del legno del body?
Sì, e più di quanto si pensi.
Il basso produce frequenze molto più basse rispetto alla chitarra, e il corpo deve gestire vibrazioni più lente e più ampie. Questo significa che certi legni rispondono in modo diverso su un basso rispetto a una chitarra.
In generale, per i bassi tendono a funzionare meglio i legni a media-alta densità (ontano, frassino, mogano), che sostengono meglio le frequenze gravi e garantiscono sustain. I legni più morbidi come tiglio e pioppo, pur usati, possono risultare un po’ “soffici” sul basso, soprattutto nelle frequenze basse dove serve definizione e un buon attacco.
Un altro fattore è il peso: il corpo di un basso è generalmente più grande, quindi un legno pesante come il frassino standard può diventare scomodo. Il frassino di palude o l’ontano sono spesso preferiti proprio per questo.
La mia esperienza in laboratorio
Nel progetto del Precision Bass a 33 strati che ho documentato su questo blog, la scelta dei legni del corpo è stata guidata da esigenze costruttive specifiche, non solo estetiche o sonore. La laminazione cambia le regole rispetto a un corpo in massello tradizionale, e le caratteristiche dei singoli legni si sommano e si compensano a vicenda.
È qualcosa di cui parlerò in modo più approfondito in un articolo dedicato alle costruzioni laminate. Ma questo è già un assaggio di quanto la scelta dei materiali possa diventare creativa, oltre che tecnica.
In sintesi: quale legno scegliere?
Se vuoi orientarti rapidamente:
- Primo progetto, budget limitato: pioppo o tiglio;
- Suono versatile e bilanciato: ontano;
- Suono brillante e articolato: frassino (di palude se vuoi contenere il peso);
- Suono caldo, ricco di medi: mogano;
- Per il basso in particolare: ontano o frassino di palude sono le scelte più solide.
Nei prossimi articoli di questa serie parlerò dei legni per il manico e per la tastiera — dove le variabili in gioco sono diverse e le scelte hanno un impatto diverso sul suono dello strumento.
Hai domande sulla scelta del legno per il tuo progetto? Stai pensando di costruire una chitarra o un basso elettrico e vuoi un suggerimento? Scrivimi tramite la pagina contatti qui sul blog — sono disponibile per una chiacchierata.
